“Domus Dei et Ianua Coeli” –

“Domus Dei et Ianua Coeli” –

di FRANCESCO INGUANTI

08 Gennaio 2019

Sicily Present

Dopo quasi un mese è ancora forte l’eco dell’evento prodotto dal concerto di Monreale “Domus Dei et Ianua Coeli” del maestro Marcelo Cesena

È trascorso quasi un mese dal concerto multimediale: “Domus Dei et Ianua Coeli” svoltosi nel Duomo di Monreale prima di Natale, in cui per la prima volta Marcelo Cesena, ha eseguito 15 suoi brani inediti per pianoforte, pensati e realizzati per l’occasione.

Il concerto ha unito in un’unica esperienza il linguaggio universale della Musica con la Bellezza delle immagini dei mosaici della Cattedrale proiettate sullo Led Wall, curate dal regista Alessandro Spinnato, con la consulenza teologica di don Nicola Gaglio. L’evento, con una interpretazione sorprendente, ha offerto ai presenti un’esperienza emozionante, che ha coinvolto l’udito e la vista facendo vibrare le corde più sensibili del cuore promuovendo e valorizzando al tempo stesso l’importanza della Basilica d’oro voluta da Guglielmo II in onore della Madonna, come Casa di Dio e Porta del Cielo.

Abbiamo chiesto ad alcuni dei protagonisti un giudizio “a freddo” di quello che per molti è stato un evento unico e forse irripetibile.

Cominciamo con il regista Alessandro Spinnato: “L’ascolto della musica di Marcelo Cesena mi ha emozionato fin da quando abbiamo iniziato le prove. Il concerto fa fatto il resto. Abbiamo cercato di mettere insieme immagini e musica. Alcuni brani raccontano storie intere e quindi è stato più facile far scorrere le immagini, altri brani sono stati ispirati da più avvenimenti riportati sui mosaici e quindi è stato più complesso. Decisivo è stato il montaggio.

Una parte è relativo ai video realizzati anche in tempi diversi da questo ma per questo scopo. Poi abbiamo montate immagini fisse con il sistema del parallasse, scontornando i personaggi i quali sono stati staccati dallo sfondo: è come se ci fosse una telecamera che ruota attorno ad essi. Anche questo tipo di montaggio è abbastanza innovativo e per quanto discutibile riesce a rendere le immagini in movimento, quasi che i personaggi vengano incontro allo spettatore. Il risultato finale mi ha lasciato completamente soddisfatto e credo anche tantissimi dei presenti”.

In 80 intensi minuti musica ed immagini hanno raccontato le immagini più note e significative dei mosaici, partendo dai momenti della creazione, in particolare dell’uomo, creatura fatta ad immagine e somiglianza di Dio, per passare a quelle del Vecchio Testamento che raccontano del tentativo dell’uomo di essere come Dio.

Poi il racconto, e con esso la musica, hanno commentato la cacciata dall’Eden, il sacrificio di Abramo fino a giungere alla pienezza del tempo e alla nuova alleanza che Dio vuole stringere con la sua creatura attraverso l’incarnazione del suo figlio, per concludersi con le vicende della passione, morte e resurrezione. L’ultimo brano della composizione è stato dedicato a Cristo Pantocratore, che campeggia nella volta dell’abside e che sembra non dare scampo a nessuno.

Proprio l’esperienza dell’ultima composizione è quella che ha lasciato il segno più profondo nell’animo del maestro Cesena, che così la ricorda: “Per giungere alla conclusione del concerto ho trascorse molte ore da solo nel Duomo, dopo la chiusura, per approfondire il rapporto che mi lega al Padre e che è mirabilmente espresso nel volto del Cristo Pantocratore dell’abside. Ho dovuto tirar fuori l’impronta di Dio che è dentro di me, come dentro ciascuno di noi. I mosaici sono certamente un fatto umano e concreto, ma sono anche indubbiamente segno e simbolo di Altro, per cui il loro rimando al trascendente è evidente e ineliminabile. Lo stesso percorso e la stessa fatica ho cercato di fare anche nella composizione degli altri brani musicali, facendo in modo che la finitezza delle note su pentagramma rimandasse all’infinito che ci circonda e che si esprime attraverso la bellezza di quel luogo. Si è trattata in definitiva di una esperienza certamente bella ed esaltante, che non solo mi ha segnato profondamente ma soprattutto mi ha provocato tante altre suggestioni che adesso vanno approfondite e valorizzate”.

Concludiamo con il giudizio dell’Arcivescovo mons. Michele Pennisi: “Si è trattato di un evento straordinario che ha coinvolto tutti i presenti che attraverso la bellezza delle musiche e delle immagini non solo hanno ripercorso i momenti più salienti della storia della salvezza, ma hanno vissuto personalmente un’intensa esperienza religiosa. Il Duomo di Monreale quella sera ha raggiunto lo scopo ultimo per il quale è stato progettato: far intraprendere un cammino di fede che, anche attraverso momenti drammatici presenti nella vicenda personale di ognuno, ha aperto uno squarcio di paradiso su questa terra ed ha fatto intuire la bellezza antica e sempre nuova del mistero dell’Assoluto che si è manifestata nel volto di Cristo.  Molte persone che non hanno potuto assistere colpite dalla testimonianza dei presenti hanno chiesto che l’evento venisse ripetuto. Sono sicuro che la riproposizione di questo concerto multimediale in altre città servirà a far conoscere il valore intangibile, artistico, teologico e storico di questo Tempio d’oro che è stato definito “Toto orbe terrarum celeberrimum et pulcherrimum”(il più celebre e il più bello del mondo)”.

Le musiche di Morricone nella Piazza di Danisinni

Le musiche di Morricone nella Piazza di Danisinni

di FRANCESCO INGUANTI

09 Ottobre 2018

Sicily Present

Sono le 17 e 17 di domenica 7 ottobre: sono appena risuonate le prime note di Gabriel’s Oboe, colonna sonora del film Mission, che il maestro Marcelo Cesena ha iniziato a suonare su uno splendido piano a coda nella piazza di Danisinni, che la signora Rosalia, che già da più di un’ora ha preso posizione proprio alle spalle del sediolo del maestro, inizia a seguire il ritmo della musica accompagnandosi con la sua scopa che non abbandona mai.

La signor Rosalia è universalmente nota tra gli abitanti del quartiere ed ha evidenti carenze cognitive e relazionali che tutti aiutano a superare con la solidarietà tipica dei vicoli delle città di un tempo, in cui tutti si conoscono e tutti si danno una mano. Ovviamente non sa chi siano né Cesena, né Morricone, ma la musica le fa vibrare le corde del cuore, così come già prima della fine dell’esecuzione accadrà ai quasi mille presenti in piazza.

Grazie a Piano City, l’iniziativa voluta dal Comune di Palermo per portare la musica nelle piazze e nelle strade della nostra città, a Danisinni sono convenuti in tanti da tante zone della città, per quello che è divenuto ben più di un concerto, un omaggio al grande Morricone, che come ha ricordato Cesena all’inizio della sua esibizione, il prossimo mese compirà novant’anni.

Danisinni è un quartiere molto originale, nel contesto urbano di Palermo. Nato storicamente sul letto dell’ex fiume Papireto, si trova nel cuore del centro storico a due passi da Palazzo dei Normanni e dalla cattedrale. Tuttavia per la conformazione delle sue vie di accesso è praticamente tagliato fuori dal flusso di traffico normale e ordinario e ciò fa sì che tantissimi palermitani ne abbiano sentito parlare, ma mai hanno avuto moto di conoscerlo, neppure di passaggio.

Ma torniamo a Marcelo Cesena compositore e pianista di fama internazionale, di nascita brasiliana ma con una lunga permanenza negli Stati Uniti e in tante altre nazioni europee, il quale vanta un rapporto particolare e diretto con Morricone. “Ho avuto modo – esordisce – di comunicargli che questa sera sarei venuto qui da voi a Palermo, anche per ringraziarlo di tutto quello che ci ha detto e dato attraverso la sua musica”.

Cesena esegue le colonne sonore più celebri, da “Il pianista sull’oceano”, a “C’era una volta in America”, da “Nuovo cinema Paradiso”, a “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. La sua passione e la sua abilità contagiano ben presto i tanti convenuti che, benché in piedi, non mostrano segni di stanchezza elargendo plausi e applausi alla fine di ogni esecuzione.

Attorno alla piazza, nei balconi circostanti, come in ogni saga di paese che si rispetti, gli abitanti del quartiere si uniscono al consenso espresso dalla piazza con ampi segni di approvazione.

Quando scorrono le prime note della colonna sonora de “Il buono, il brutto e il cattivo”, sgorga spontaneo un applauso. Troppo forti e troppo presenti sono le emozioni che quella musica produce nel cuore di grandi e piccoli. Anche Cesena mostra segni di commozione per un incontro con un pubblico che “Non mi aspettavo – dice – così attento e numeroso in un pomeriggio di domenica”.

Parlando di Morricone aggiunge: “Morricone ha fatto la storia del cinema e della musica nei suoi novant’anni di vita, ma soprattutto ci ha trasmesso la sua passione per la vita, per la vita bella; e tutto questo si chiama: bellezza”. E poi prima di concludere aggiunge: “Il pianoforte è uno strumento definito, nel numero e nel colore dei tasti e in tutte le sue misure; eppure genera una cosa che è infinita, la musica. La musica dà gioia, gioia di vivere e questo è il motivo per cui oggi sono contento di essere con voi”.

Raccontando poi del suo rapporto particolare con Morricone fa ascoltare un brano che il maestro gli ha donato alcuni anni fa dal titolo: “Il potere degli angeli”, “proprio con lo scopo – spiega – di farlo conoscere nei concerti che faccio con la sua musica”.

Non sono poi mancate le richieste di bis e di autografi.

Prima di concludere c’è spazio anche per il racconto dell’esperienza fatta dall’artista ed ex insegnante di sartoria Jonida Xherri, una giovane albanese che insieme ad altre donne del quartiere ha realizzato due tappeti che contengono alcune parole che esprimono solidarietà ed accoglienza.

“Il tappeto – spiega – non è stato realizzato al telaio, ma intrecciando i fili a mano e con le persone sedute tutte intorno a cerchio. Questo ha creato relazioni e amicizia che sono il frutto più prezioso della nostra attività”.

Il parroco, fra Mauro Billetta, invita tutti ad una visita della “Fattoria solidale”, che è stata costruita e organizzata in questi anni dai volontari che operano in parrocchia.

Mentre ci avviamo racconta: ”Danisinni è una realtà che è rimasta misconosciuta a Palermo, o, se ricordata, solo per una cattiva nomea. Oggi, invece sta mostrando il suo volto per troppo tempo rimasto nascosto a causa delle gravi condizioni di indigenza o per le ferite dovute all’abbandono istituzionale, come nel caso della Scuola dell’infanzia, rimasta chiusa da 11 anni. Oggi è tempo di riscatto e a partire dall’arte, abbiamo avviato un processo di rigenerazione urbana che con la bellezza artistica vuole recuperare la dignità di questo luogo. L’azione davvero prorompente sarà il riscatto educativo permettendo ai giovani di studiare e coltivare sogni e progetti di vita”.

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