La musica è bellezza, Marcelo Cesena a Milazzo

La musica è bellezza, Marcelo Cesena a Milazzo

La musica è bellezza, Marcelo Cesena a Milazzo

Articolo di Angelica Crimi  IIA CM | L’Ettore giornale dell’ITT MAjorana | lunedì 293 dicembre 2017

Anche nel mese di maggio l’ITT Majorana ha organizzato per i suoi studenti delle interessanti iniziative di tipo culturale; notevole, a questo proposito, l’incontro con il compositore brasiliano Marcelo Cesena al teatro Trifiletti di Milazzo nell’ambito del progetto “Diventare grandi studiando, tra compito e bellezza”. Gli alunni del biennio, accompagnati dai docenti della scuola, hanno assistito a una lezione di musica a teatro di questo grande pianista, talento ormai riconosciuto nel mondo della musica classica. Per il Maestro Cesena non è stata la prima esperienza con il nostro Istituto. Grazie alla prof.ssa Catalano del gruppo volontari CdS di Milazzo, infatti, l’importante appuntamento è già arrivato al secondo anno di vita. Da musicista devo porgere un ringraziamento particolare poiché in quel primo incontro scolastico ho avuto l’onore di conoscere personalmente Marcelo e di partecipare, in seguito, a una sua master class di tre giorni a Carini, in provincia di Palermo.

Nell’occasione ho apprezzato da vicino le sue doti artistiche, ma anche la sua semplicità e la sua bella umanità, sempre a servizio degli altri. Al Trifiletti si è svolta una lezione/concerto pensata e realizzata per i ragazzi. Il Maestro ha eseguito, infatti, brani molto noti e apprezzati come: La Cucaracha, la sigla di The Simpson e quelle dei film Harry Potter e Pirati dei Caraibi, oltre ovviamente ad altre composizioni. La magia di questo concerto è stata la nostra partecipazione attiva che ci ha fatto sentire un tassello importante del suo spettacolo. Tra un’esecuzione e l’altra Marcelo ha voluto portarci per mano nel fantastico mondo della sua passione musicale e, attraverso le semplici domande che ci poneva, ha guidato la nostra attenzione verso un ascolto consapevole e voluto. Tutto questo per imparare a toccare e riconoscere la bellezza che ci circonda.

“Hedwig’s Theme ” – Music by John Williams – Piano Marcelo Cesena

Marcelo è apparso, da subito, ai miei occhi come un grande maestro vicino al divino, ma leggere la sua biografia mi ha aiutato, invece, a comprendere che anche lui ha dovuto lottare con le sue paure e con i suoi pregiudizi, prima di diventare l’uomo che è oggi. Nel corso del concerto, dialogando con il pubblico ha detto che, giornalmente, ognuno di noi compie delle azioni ripetitive come andare a scuola, praticare uno sport o magari assistere a uno spettacolo di musica classica. Tutto ciò, a volte, ci accade in modo inconsapevole e questo magari ci fa sentire costretti nelle azioni. Da piccoli, ha proseguito, “c’è sempre stato qualcuno che sceglieva per noi, ma adesso che stiamo crescendo, siamo noi a dover scegliere se essere interessati alla nostra vita oppure se viverla da distratti”. Ha concluso affermando che “la cosa più importante, quando si fanno delle scelte, è di non aver paura; nessuno è perfetto e ognuno di noi ha bisogno dei propri tempi”.

Questo dimostra che non bisogna mai dare nulla per scontato e ammettere che anche la “rabbia” può servire per rinnovarci e farci diventare un esempio da seguire. Marcelo ci è riuscito, capendo che l’unico strumento per comprendere la bellezza intorno a lui era, prima di tutto, guardare dentro se stesso attraverso la reazione della gente all’ascolto della sua musica, facendosi ispirare, al contempo, dai loro sguardi. Spero che anche l’anno prossimo quest’appuntamento possa essere nuovamente proposto dalla scuola, in modo da dare a tanti altri ragazzi la possibilità di conoscere e apprezzare questo grande pianista dal cuore gentile.

Angelica Crimi  IIA CM

Va rilevato che al concerto per gli studenti del Majorana, Angelica è stata chiamata da Marcelo Cesena sul palco del Trifiletti per eseguire un brano di Chopin. La cosa si è ripetuta all’appuntamento serale aperto al pubblico. Evidentemente il compositore ha avuto molta fiducia nelle qualità pianistiche della nostra alunna. Cogliendo l’occasione datale dalla scuola lei, per parte sua, è stata brava nel cercare un buon inizio alla sua personale strada musicale. In bocca al lupo!

Prendersi cura: l’abbraccio e la bellezza

Prendersi cura: l’abbraccio e la bellezza

C’è qualcuno che prova a soffrire con te, abbracciando anche il tuo grande dolore

Articolo di ANDREA MUSACCI | La Voce di Ferrara | venerdì 23 dicembre 2016

Un abbraccio pieno e totale al’altro, perché il luogo di cura sia una “casa di carne”, non uno spazio spersonalizzante, e perché cura e bellezza non siano tra loro antitetici. Lo scorso 15 dicembre nell’Arcispedale Sant’Anna di Cona si è svolto l’incontro “Prendersi cura: l’abbraccio e la bellezza”, organizzato dall’Associazione Student Office in collaborazione con AMCI e Uniservice, e con il patrocinio dell’Azienda Ospedaliera Universitaria.

L’incontro, moderato da Matilde Turchetti, è stato introdotto e concluso dalla musica del pianista Marcelo Cesena. Il prof. Luigi Grassi, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Professore Ordinario di Psichiatria a Unife, è intervenuto spiegando come «la sofferenza emotiva, psichica e spirituale sia più diffusa di quel che si pensa».

Due le cause principali: «la sempre maggiore biotecnologizzazione della medicina, che fa perdere il contatto diretto con la persona, e il progressivo trasformarsi dell’ospedale da luogo di cura a istituzione totalizzante, che azzera la dignità del paziente e il senso dell’identità». Contro questo duplice rischio bisogna «reimpostare sia la formazione del medico, ricentrando l’obiettivo sulla persona, sia l’architettura degli spazi ospedalieri, così che il luogo di cura non assomigli a un luogo di detenzione». Un esempio concreto di cosa soiognifichi unire cura e bellezza l’ha portato la dott.ssa Adele Tellarini, neuropsichiatra infantile e Direttrice di “Casa Novella” a Castel Bolognese (RA), che accoglie soprattutto minori, giovani donne con situazioni di disagio familiare e/o psicologico, nuclei mamma-bambino.

“Una casa di carne, non di mattoni” la definì Novella Scardovi, fondatrice insieme al marito Giuliano, morta in un incidente stradale nel maggio ’96, due mesi dopo aver inaugurato la Casa. «Tutte le storie con le quali vengo in contatto -ha spiegato la Tellarini- anche se drammatiche, sono portatrici di umanità e bellezza: hanno, insomma, innanzitutto cambiato me stessa». Sono esperienze che permettono di «toccare con intensità il dolore, che segnano la tua capacità di comprometterti e di rompere la solitudine di quelle persone. Certo -ha proseguito la relatrice-, alcune ferite sono irreparabili, ma la cura consiste anche nell’aiutare a sentirsi meno soli, a sentirsi guardati, a far capire che c’è qualcuno che prova a soffrire con te, abbracciando anche la tua sofferenza».

“Sono contenta di aver toccato il fondo perchè mi ha permesso di arrivare in questo posto”, sono le parole, trasmesse in un video di presentazione della Casa, pronunciate da un’ospite della stessa. «Casa Novella è l’esempio di un’esperienza che diventa coscienza, che genera un desiderio di vita e di speranza», ha proseguita la Tellarini. Questa vita e questo desiderio si esplica, quindi, nella stessa cura della bellezza del luogo, non mero fattore estetico, ma «qualcosa che comunica la centralità della persona: questo perché il cuore di ogni persona tende al Bello».

Armonie giottesche, il concerto

Armonie giottesche, il concerto

“Armonie giottesche”, prima mondiale per Marcelo Cesena: a tu per tu con gli affreschi

Articolo di Redazione Padova oggi | PADOVAOGGI | martedì 5 aprile 2016

“Armonie giottesche” alla Cappella degli Scrovegni l’esibizione del compositore Marcelo Cesena 4 aprile 2016

„La suite va dalla promessa, all’attesa, alla nascita di Gesù, alle scene della sua vita pubblica, passione, morte e resurrezione per concludersi con il grandioso giudizio finale“.

“L’arte di Giotto è perfetta così, non serve aggiungere niente”. Marcelo Cesena, compositore brasiliano, ha appena completato il concerto più emozionante della sua vita. Un’ora a tu per tu con gli affreschi della Cappella degli Scrovegni, con un pubblico selezionato di autorità ed esperti per la prima mondiale di “Armonie giottesche”, opera in dodici movimenti, ognuno dei quali ispirato ad una singola scena degli affreschi.“

 

COLPO DI FULMINE. Il tutto la sera di lunedì 4 aprile, giorno che nell’anno 2016 coincide con la festa dell’Annunciazione, alla quale è dedicato il capolavoro del maestro fiorentino. Se l’arte di Giotto è perfetta, ciò non significa però che non necessiti di essere raccontata in modi sempre nuovi. “Quando nella primavera del 2014 sono stato a Padova per la prima volta, il mio amico Filippo Stoppa, giovane architetto padovano, mi ha invitato in Cappella. A dire il vero non avevo molta voglia, ero stanco, ma poi ho accettato. E quando sono entrato è stato un colpo di fulmine. Mi sono subito innamorato di quest’opera. E ho capito che dovevo parlarne a tutti, anche quelli – e sono ancora moltissimi – che non conoscono questi affreschi unici”.

MUSICA. Così in oltre un anno e mezzo di lavoro è nata “Armonie giottesche”, la suite che va dalla promessa, all’attesa, alla nascita di Gesù, alle scene della sua vita pubblica, passione, morte e resurrezione per concludersi con il grandioso giudizio finale. Marcelo al pianoforte alterna momenti di lirismo con altri di intensa drammaticità, con una continuità di temi ed elementi melodici che innervano tutto il concerto. Una musica sì di presa immediata e di accentuato lirismo, ma solo apparentemente facile, che va ascoltata più volte per coglierne la complessa struttura e i molteplici richiami interni.

PORTARE GIOTTO A TUTTO IL MONDO. Il concerto era promosso dall’associazione Rosmini, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del comune di Padova – settore Cultura, turismo, musei e biblioteche e con il concorso di Valentini poliambulatorio centro medico e cooperativa sociale Giotto. Così l’ha introdotto l’assessore alla Cultura del comune di Padova Matteo Cavatton: “L’opera del maestro Cesena va nella direzione giusta, portare Giotto a tutto il mondo, la stessa direzione che abbiamo intrapreso chiedendo che la Cappella degli Scrovegni sia inserita tra le opere patrimonio dell’umanità dell’Unesco”.

 

DATE. Il concerto verrà riproposto il 10 giugno al conservatorio Pollini e il 18 giugno in un concerto all’aperto in piazzetta Conciapelli. Il tutto si potrà seguire dal sito www.concertogiotto.com, così come sulla pagina Facebook Armonie Giottesche e sugli account Instagram @armoniegiottesche e Twitter @giottesche.

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