Al Castello di Urio il pianista Marcelo Cesena

Al Castello di Urio il pianista Marcelo Cesena

Concerto al Castello di Urio, 8 luglio 2018 – info e prenotazioni

Applauditissimo a Padova nella Cappella degli Scrovegni, a Milano per Piano City e in alcuni dei più prestigiosi teatri e sale da concerto non solo in Italia ma anche nel mondo, ora grazie all’Associazione Le Magnolie l’artista domenica 8 Luglio è atteso sul Lago di Como.

Grande attesa sul lago di Como per lo spettacolo dell”Ambasciatore della musica Brasiliana nel Mondo’ Marcelo Cesena, il pianista e compositore che si è esibito in occasione della visita di Papa Francesco a Rio De Janeiro per la Giornata della Gioventù, e che a Padova ha suonato con grande successo nella Cappella degli Scrovegni la sua opera ‘Armonie Giottesche’, ispirata proprio dagli affreschi di Giotto e considerata il suo capolavoro.

Domenica 8 Luglio, sullo sfondo del più bel panorama del Lario, nel giardino del Castello di Urio, Marcelo Cesena, invitato dall’associazione Le Magnolie, andrà in scena a scopo benefico con “La nota dominante”, carrellata dei suoi pezzi più celebri, come sempre introdotti dalle storie di vita e dagli aneddoti che li hanno ispirati.

Marcelo Cesena pianista compositore

I proventi della serata andranno a sostenere i progetti sociali di Le Magnolie che si occupa di formazione alla persona, intesa come costruzione e promozione di progetti specifici per i giovani, gli adulti, la famiglia, i professionisti, allo scopo di contribuire allo sviluppo integrale del singolo nella società, e quelli della Missione del Camilliano Padre Yves Bonou in Benin-Togo.

A Piano City Milano 2018, Marcelo Cesena celebra con la musica la bellezza del cuore

A Piano City Milano 2018, Marcelo Cesena celebra con la musica la bellezza del cuore

Marcelo Cesena, ambasciatore della musica brasiliana nel mondo sarà ospite di Piano City Milano 2018.

Nell’ambito del suo tour a tappe, Marcelo si esibirà domenica 20 Maggio 2018 alle h. 18:30 con From Hollywood to Cinecittà, insieme di musiche originali, autori classici e colonne sonore, in particolare di Ennio Morricone.

La location è: Casa Chiaravalle, via Sant’Arialdo 69 – Chiaravalle. L’ingresso è libero con prenotazione a info@pianocitymilano.it.

Marcelo trova ispirazione per la sua musica nella quotidianità, negli eventi che segnano la vita, dal matrimonio di un amico, alla morte di una giovane.

 

E proprio la morte ha originato uno dei brani più famosi, Emily, di cui Marcelo dice:

La sua morte è una ferita tragica, inspiegabile e allo stesso tempo feconda e misteriosa e, attraverso la musica, ho desiderato farla mia e di tutti.

A proposito della sua arte, Cesena commenta:

Comporre è per me come fare delle foto, scattare un frangente di realtà che non voglio perdere.

 

I valori a cui attinge la musica di Marcelo Cesena sono quelli della sua fede cristiana che celebra la bellezza dell’anima e del cuore e che l’artista rintraccia dovunque.

Una bellezza che supera l’equilibrio, perché – come dice il musicista stesso:

Dentro c’è una pienezza. È un regalo di Dio, perché noi possiamo anche solo provare per un istante quello che prova Lui a guardare la cosa più grande che abbia creato: il nostro cuore.

Così la musica di Marcelo diventa mistica ricerca pur cambiando continuamente codice.

#labiografadelweb vi augura un buon ascolto.

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Prendersi cura: l’abbraccio e la bellezza

Prendersi cura: l’abbraccio e la bellezza

C’è qualcuno che prova a soffrire con te, abbracciando anche il tuo grande dolore

Articolo di ANDREA MUSACCI | La Voce di Ferrara | venerdì 23 dicembre 2016

Un abbraccio pieno e totale al’altro, perché il luogo di cura sia una “casa di carne”, non uno spazio spersonalizzante, e perché cura e bellezza non siano tra loro antitetici. Lo scorso 15 dicembre nell’Arcispedale Sant’Anna di Cona si è svolto l’incontro “Prendersi cura: l’abbraccio e la bellezza”, organizzato dall’Associazione Student Office in collaborazione con AMCI e Uniservice, e con il patrocinio dell’Azienda Ospedaliera Universitaria.

L’incontro, moderato da Matilde Turchetti, è stato introdotto e concluso dalla musica del pianista Marcelo Cesena. Il prof. Luigi Grassi, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Professore Ordinario di Psichiatria a Unife, è intervenuto spiegando come «la sofferenza emotiva, psichica e spirituale sia più diffusa di quel che si pensa».

Due le cause principali: «la sempre maggiore biotecnologizzazione della medicina, che fa perdere il contatto diretto con la persona, e il progressivo trasformarsi dell’ospedale da luogo di cura a istituzione totalizzante, che azzera la dignità del paziente e il senso dell’identità». Contro questo duplice rischio bisogna «reimpostare sia la formazione del medico, ricentrando l’obiettivo sulla persona, sia l’architettura degli spazi ospedalieri, così che il luogo di cura non assomigli a un luogo di detenzione». Un esempio concreto di cosa soiognifichi unire cura e bellezza l’ha portato la dott.ssa Adele Tellarini, neuropsichiatra infantile e Direttrice di “Casa Novella” a Castel Bolognese (RA), che accoglie soprattutto minori, giovani donne con situazioni di disagio familiare e/o psicologico, nuclei mamma-bambino.

“Una casa di carne, non di mattoni” la definì Novella Scardovi, fondatrice insieme al marito Giuliano, morta in un incidente stradale nel maggio ’96, due mesi dopo aver inaugurato la Casa. «Tutte le storie con le quali vengo in contatto -ha spiegato la Tellarini- anche se drammatiche, sono portatrici di umanità e bellezza: hanno, insomma, innanzitutto cambiato me stessa». Sono esperienze che permettono di «toccare con intensità il dolore, che segnano la tua capacità di comprometterti e di rompere la solitudine di quelle persone. Certo -ha proseguito la relatrice-, alcune ferite sono irreparabili, ma la cura consiste anche nell’aiutare a sentirsi meno soli, a sentirsi guardati, a far capire che c’è qualcuno che prova a soffrire con te, abbracciando anche la tua sofferenza».

“Sono contenta di aver toccato il fondo perchè mi ha permesso di arrivare in questo posto”, sono le parole, trasmesse in un video di presentazione della Casa, pronunciate da un’ospite della stessa. «Casa Novella è l’esempio di un’esperienza che diventa coscienza, che genera un desiderio di vita e di speranza», ha proseguita la Tellarini. Questa vita e questo desiderio si esplica, quindi, nella stessa cura della bellezza del luogo, non mero fattore estetico, ma «qualcosa che comunica la centralità della persona: questo perché il cuore di ogni persona tende al Bello».

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